Il tutto nasce quando, il mio socio ed io, dopo la laurea, abbiamo accettato la proposta del nostro relatore di tesi di fermarci un pò all'università per portare in fondo il progetto di tesi e dare una mano in laboratorio (non sto a specificare di più perchè è inutile).
La scena si ripeteva spesso e volentieri, il laboratorio in cui lavoravamo era un modulo stretto e lungo in un seminterrato dove le stagioni non esistono (la luce e la temperatura sono sempre le stesse) e arrivavano telefonate o e-mail del tipo:
xx: "... mi sono dimenticato di dirvi che per domani ci sarebbe da fare anche ..."
noi: "si, ma mi scusi sono già le 18.30 e ..."
xx: " clic."
noi: "... adesso mi uccido"
Questo "adesso mi uccido" è diventato rapidamente un tormentone a cui seguivano cose del tipo: "disponete due file di chiodi a croce che voglio buttarmici sopra per crocefiggermi" o "versatemi un aperitivo a base di acido muriatico che voglio morire dentro" e ...
Era un modo per sfogare un pò di fantasia repressa dal seminterrato e riderci sopra.
A distanza di anni abbiamo continuato a ripetere questo mantra a fronte di qualche sfiga, in generale anche gli altri ridono, quindi ecco questo blog...
sul mio comodino un libro che dovrei finire di leggere diciamo tra otto o nove viaggi a/r avigliana-portanuova, salvo rompiballe in arrivo, ah già il titolo: TUTTALPIU' MUIO. Quasi quasi ti seguo e divento tua fan(s)
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